E-quality E-inclusion, la rete a servizio dei cittadini
SpeziaNET rete civica accessibile
La Spezia, 29 Marzo 2008
ANTONIO DE VANNA, Responsabile Ufficio Accessibilità dei Sistemi Informatici CNIPA
Sono veramente contento di essere oggi qui alla Spezia. Per lo meno per due motivi.
Uno perché m'hanno chiamato in un'occasione così importante per la città, che è questa della presentazione della Rete Civica.
E l'altra, non vi devo negare, che è una ragione che mi fa veramente felice. Si chiama accessibilità.
Io mi sto interessando di accessibilità dei siti pubblici, da quando cinque disabili hanno scritto una lettera all'allora Presidente del Consiglio che era Amato, a Bassanini Ministro della Funzione Pubblica, e al mio Presidente Rei, perché i siti fossero conformi alle raccomandazioni del W3C. Mi sono da allora interessato sempre di accessibilità. Quindi, se stiamo a un punto fermo, morto, dell'accessibilità è anche colpa mia.
Però oggi, perché sono felice? Perché sono riuscito a vedere un sito che è accessibile, perché risponde ai requisiti tecnici che ho contribuito a definire insieme a tante altre persone in un decreto ministeriale.
E’ usabile, perché è stata seguita una certa modalità nella realizzazione di questo progetto, coinvolgendo, così come vuole la metodologia di progettazione, il gruppo di utenti finali, ivi comprese le categorie disabili, le categorie svantaggiate.
E poi dirò qualcosa di più, fruibile, perché è stata curata anche la possibilità di inserire contenuti che siano poi utilizzabili dall'utente finale.
E forse è il primo sito che risponde a tutti questi tre requisiti importanti che sono nella definizione di accessibilità della legge. La legge vuole che l'accessibilità sia qualcosa per cui i sistemi informatici forniscono informazioni ed erogano servizi fruibili, anche da parte di coloro che necessitano di configurazioni particolari per accedere.
Quindi diciamo che Spezia Net ha centrato l'obiettivo, e per me, non lo faccio per circostanza, rappresenta forse una delle migliori, migliori è un po’ un controsenso, una best practice da imitare, da riusare se è possibile.
Perché? Perché seguendo questa metodologia di realizzazione, in effetti, si è centrato uno degli obiettivi fondamentali della nostra società dell'informazione: la possibilità che si dà alla gente di partecipare, di essere ascoltata, di dialogare. Significa rispettare quei principi per cui si vuole una società inclusiva, una società dell'inclusione che oggi probabilmente è il vero punto debole della nostra società italiana.
Abbiamo fatto una legge, abbiamo fatto regolamenti, abbiamo fatto i decreti ministeriali.Per carità, si è mossa anche la macchina. Non è vero che non ci siano completamente dei deterrenti. Il fatto che i contratti possano essere impugnati per nullità, anche se da chi ha un interesse legittimo ad agire, oppure la responsabilità disciplinare del dirigente, non sono quisquilie, insomma, sono dei fatti importanti.
Ma questo non ha fatto altro che aiutare un po’ la messa in moto del sistema, che è lentissimo ad andare avanti anche se va nella direzione giusta.
Poi ci sono dei fermenti, dei fermenti che vengono provocati anche dalle idee, non dico avveniristiche ma senz'altro avanzate del Professor De Kerckhove: perché è proprio seguendo queste indicazioni che cerchiamo di migliorare sempre l'essenza del sito Web, dell'applicazione informatica.
Ci sono dei fermenti che in Italia, ve li posso raccontare. Sono pochissimi, ma significativi.
Senz'altro un fermento è dato ad esempio dal progetto CINECA che vuole diffondere fra le scuole una cultura dell'accessibilità. Hanno ideato tutto un pacchetto per cui i dipendenti delle scuole possono collegarsi al sito del CINECA e usufruire di un corso di formazione sull'accessibilità, oltre che di un piccolo CMS accessibile, oltre che di alcuni template per poter fare un sito della scuola accessibile.
Poi ci sono le tendenze degli ultimi due anni da parte delle Amministrazioni pubbliche e che sono quelle di uniformare un po’ il layout dei loro siti in maniera da cercare di ottimizzare le risorse economiche, sempre un po’ limitate, ma massimizzare un pochino l'uso di queste risorse. Così vediamo che tutti i siti della Presidenza del Consiglio sono più o meno ispirati allo stesso layout, il che aiuta un pochino anche nella manutenzione oltre che nella realizzazione. La stessa cosa hanno fatto al Ministero degli Esteri, dove possiamo vedere 630 tra ambasciate e le altre rappresentanze diplomatiche che hanno lo stesso layout, così come le Prefetture, così i Beni Culturali.
In questo panorama di esempi positivi si colloca molto bene quello dell'Ufficio Scolastico della Lombardia. La Lombardia è forse un'isola felice, pensate che ci sono 840 scuole che hanno i siti. Bene sono arrivati, con una partecipazione comune, con un dialogo, con un dibattito costante e giornaliero, a tirar fuori 160 siti accessibili. Ed è un progetto che continua ad andare avanti. E’ andato avanti con pochissimi soldi, ma soltanto con la volontà di partecipare dei vari web master delle scuole lombarde.
La stessa cosa non avviene dalle altre parti. La nostra accessibilità va avanti diciamo a macchia di leopardo, qualche volta ho il dubbio che invece di una macchia di un leopardo si tratti di un leone con qualche neo. Ma sicuramente il neo importante di oggi è questo della città della Spezia.
Guardate le percentuali di siti accessibili sono molto più vicine a quelle del Dottor Mochi. Direi che cambiano un pochino, non tanto per il concetto che si ha di accessibilità, quanto per i numeri che vengono messi a confronto. Quando diciamo che le pubbliche amministrazioni hanno il 5% dei siti, dobbiamo tener presente che ci riferiamo ai siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni centrali. Sono 70 queste amministrazioni centrali e allora va bene, forse il 10% il 20% di un sito per amministrazione è accessibile. Ma i siti pubblici italiani: un esempio la Regione Abruzzo dovrebbe avere un sito; ne ha 50. Allora i siti pubblici italiani sono decine di migliaia. Rispetto a queste decine di migliaia, 3700 sono i Comuni che hanno i siti, 3800 sono le scuole che hanno i siti. Di fronte a questa realtà di numeri paurosa, poi alla fine abbiamo 150, 200, 300 siti. Allora dipende dal numero a cui li riferiamo se le percentuali sono il 3%, il 5%, l'1% o lo 0,1%.
Insisto, in questa situazione Spezia non deve essere soltanto qualcosa che è stata buona per se stessa: ma io invito il gruppo di lavoro, il Comune della Spezia, se è possibile la Regione Liguria, a creare qui alla Spezia, dove c'è questa consapevolezza e questa coscienza dell'inclusione, a creare un centro di competenza che faccia da punto di riferimento per il circondario, per il territorio vicino. Qualcosa di simile, a livello di vigilanza e controllo, è stato fatto nel Veneto, con il Comitato Regionale dell'Accessibilità, che è una cosa veramente che si mette un pochino dal punto di vista del vigile più che di chi aiuta a risolvere i problemi, ma è stato fatto anche in Sardegna. Sardegna Accessibile è una realtà realizzata tra Università, Regione Sardegna e l'associazione dei paesi sardi, l'ANCI Sardegna, che ha creato un centro di competenza che è a disposizione di tutti i comuni della Sardegna. Io gradirei che la stessa cosa avvenisse per La Spezia, in maniera da avere qualche altra occasione per essere contento come oggi di partecipare ad una situazione importante. Grazie.


