E-quality E-inclusion, la rete a servizio dei cittadini
SpeziaNET rete civica accessibile
La Spezia, 29 Marzo 2008
GIOVAN BATTISTA PITTALUGA, Assessore all’Informatica della Regione Liguria
Intanto desidero ringraziare il sindaco, l’assessore e complimentarmi con loro per queste iniziative importanti di SpeziaNet. Aggiungo il nome del dottor Fusoni per aver realizzato questo importante servizio.
Sono convinto che SpeziaNet sarà lo strumento innovativo che accrescerà l’eccellenza nei settori informativi ed informatici nella nostra Regione più volte all’avanguardia nello sviluppare strumenti tecnologici che incidono nella qualità della vita dei nostri cittadini.
Vorrei comunicare alcune informazioni sulla linea dell’Amministrazione regionale in campo informatico. I nostri sono obiettivi che operano sul lato della domanda e sul lato dell’offerta di servizi informatici.
La larga parte degli interventi hanno insistito molto sulla domanda. Si è detto che il Paese è indietro, è arretrato su quella che è la domanda di servizi informatici. Sicuramente è una realtà di cui dobbiamo tenere conto. Il servizio internet è usato in misura inferiore a quello di altri Paesi, abbiamo una cultura informatica meno apprezzata di altri Paesi europei. Sicuramente a questo non è estranea anche l’età media della nostra popolazione, che è la più elevata del continente europeo.
E allora la Regione intende porre in atto delle misure che tendano a ridurre questo gap che noi abbiamo con gli altri Paesi europei. Quindi favorire la capacità di accesso, che è uno dei punti importanti di SpeziaNet, con l’accessibilità di ognuno di noi, ma anche delle persone meno abili ed anziani.
Se vogliamo che ci sia una migliore partecipazione dei cittadini alla vita politica, occorre predisporre quegli strumenti che ci aiutino a controllare quello che fanno i politici. Oggi questi strumenti non sono adeguati.
Dicevo: migliorare la domanda, ma anche migliorare l’offerta. E su questo lato la Regione è impegnata su iniziative molto importanti: migliorare l’efficienza dei servizi pubblici, migliorare anche la distribuzione dei servizi pubblici.
Vorrei toccare rapidamente quanto la Regione Liguria intende fare su questi singoli obiettivi. Comincio a parlare della produzione dei servizi pubblici. E’ chiaro a tutti che il grado di informatizzazione della nostra amministrazione pubblica non è soddisfacente. Dobbiamo analizzare le cause, dobbiamo capire cosa è successo per portare ad un risultato così insoddisfacente.
Cosa è successo? E’ successo che c’è stata una grande dispersione di energie: ogni Regione, ogni Comune ha fatto progetti informatici spesso con grandi sovrapposizioni. Pensate alle carte d’identità digitali: c’è stata una miriade di progettualità, che sono state finanziate, che poi il cittadino non ha percepito.
Questi errori che abbiamo commesso oggi non dobbiamo più ripeterli. Dobbiamo capire che i diversi livelli istituzionali non implicano sovrapposizioni gerarchiche, ma implicano l’esigenza di un coordinamento sui diversi livelli in cui ciascun settore istituzionale opera per il bene della collettività.
Mentirei se vi dicessi che questa opera semplice non è affatto una cosa scontata. Spesso ogni ambito istituzionale difende il suo ambito e considera interferenze quelle che vogliono essere azioni di coordinamento. Spesso l’ente Regione è visto con sospetto. Alcuni parlano di un nuovo centralismo regionale. Vi è quella che io chiamerei in alcuni enti una specie di guerra preventiva per limitare questo sforzo di coordinamento che la Regione è chiamata a svolgere.
La diffusione della banda larga è stata segnata purtroppo da molte resistenze a livello provinciale ed ha determinato gravi ritardi in quella che è la diffusione di questo strumento sul territorio regionale.
Quello che noi vogliamo fare in termini di servizi pubblici è avviare la dematerializzazione di quelli che sono i documenti delle pubbliche amministrazioni regionali. Abbiamo avviato la diffusione del protocollo informatico che è il pilastro centrale per dematerializzare la documentazione, siamo convinti che questo processo potrà affermarsi anche nei comuni più remoti. E’ chiaro che si tratta di un processo che insiste più sul front-office che sul back-office.
Vi è un cambiamento di filosofia che vuol dire cambiare il lavoro nell’amministrazione pubblica. Anche questo non sarà un cammino semplice: abituare ed indurre un funzionario di una amministrazione pubblica ad usare il protocollo informatico comporterà delle resistenze significative. E’ chiaro che la persona che ha 50 anni di età ed è abituata a lavorare in un certo modo non è propensa a cambiare il suo modo di lavorare.
In questo obiettivo di cambiamento della produzione degli strumenti informatici, è chiaro che centrale è il ruolo di Datasiel. Noi crediamo che Datasiel sia una azienda indispensabile e le riconosciamo di aver compiuto un lavoro prezioso per l’introduzione dell’informatica nella pubblica amministrazione.
Datasiel opera al sistema informativo integrato della nostra regione, stiamo portando avanti la legge 42, è l’azienda delle ASL, degli enti strumentali della nostra Regione. Ci sta aiutando sulla banda larga nella nostra regione, ha un fatturato di circa 50 milioni di euro, occupa diversi dipendenti.
Altro obiettivo è superare il digital divide che dipende da fattori tecnologici ed individuali. I fattori tecnologici derivano dal fatto che molti comuni, ma anche tante parti di città, non hanno oggi l’accesso alla banda larga. Circa 100 comuni di questa regione non hanno la banda larga.
Questa regione è caratterizzata da un dualismo economico importante: i comuni della costa hanno una capacità fiscale importante; quelli dell’entroterra hanno una fiscalità sotto la media. E’ una regione quindi che ha una parte ricca ed una molto povera in termini di risorse pubbliche. Questo accade perchè la maggior fonte di entrate per i comuni è l’ICI. E’ chiaro che il patrimonio immobiliare dei comuni costieri è elevato, quello dell’entroterra è povero. Si sta creando una spaccatura fra i comuni ricchi della costa ed i comuni poveri dell’entroterra. Questi ultimi non sono in grado di assicurare i diritti di cittadinanza ai nostri concittadini.
E’ compito nostro permettere al cittadino che abita nell’entroterra godere degli stessi diritti di cittadinanza del cittadino che vive sulla costa.
Uno degli aspetti che dobbiamo risolvere è la distanza dai centri: dalla regione, dalla provincia, dal capoluogo. Possiamo farlo attraverso la banda larga e delle strutture. Spesso parliamo delle reti infrastrutturali riducendole alle strade ed alle ferrovie. Non ci rendiamo conto che oggi che una rete importantissima è quella telematica. Dobbiamo perciò insistere sulla diffusione della banda larga.
Abbiamo previsto con la Regione circa 30 milioni di euro sulla banda larga. Una parte di questi derivano da un accordo fatto dalla Regione Liguria con il Ministero delle Telecomunicazioni per 16 milioni di euro. La Provincia di Genova è stata la prima a sottoscrivere il protocollo d’intesa ed è quella che sta procedendo più velocemente nella diffusione della banda larga e di ciò che ad essa è connesso. Quindi è una provincia più svelta delle altre tre della nostra regione. Spero che presto anche le altre si mettano al passo.
Non sto a darvi tutti i dettagli degli investimenti della banda larga: uno è di tipo infrastrutturale nel senso che si perforeranno le strade, si metterà la fibra ottica, l’altro è l’aumento dei servizi finanziato per circa 7 milioni di euro. La banda larga consentirà un grosso vantaggio per alcune imprese: pensate alla possibilità degli alberghi di poter comunicare la loro offerta attraverso internet, pensate alle imprese che minacciano di andarsene da alcuni comuni, consentirà maggiori collegamenti tra le amministrazioni periferiche e quelle centrali, videoconferenze.
Il digital divide è di natura individuale e deriva dal fatto che un cittadino ha una disabilità o l’età che diminuisce le nostre abilità.
Dobbiamo corredare le informazioni essenziali perchè c’è un problema anche di disinformazione che passa attraverso l’eccesso di informazioni non economicamente adeguate.
Colgo con grande interesse il suggerimento del dottor De Vanna per quanto riguarda l’istruzione scolastica. E’ un suggerimento prezioso.
La Liguria sta avviando un sito per i giovani, fa i corsi per gli anziani, e si è preoccupata di garantire l’accessibilità ai disabili.
In conclusione due le linee di intervento della Regione Liguria in campo informatico: l’offerta di cui vi ho parlato, dotazione delle tecnologie dove non ci sono, e, sul lato della domanda, coinvolgere giovani ed anziani a utilizzare questo strumento.


