E-quality E-inclusion, la rete a servizio dei cittadini
SpeziaNET rete civica accessibile
La Spezia, 29 Marzo 2008
ROBERTO VACCA, Libero docente in Automazione del Calcolo all’Università di Roma
Sono piuttosto commosso perché SpeziaNet è una cosa molto nuova e per me particolarmente.
Settanta anni fa, io abitavo in collina e per cucinare venivamo con un carretto tirato da un somaro a comprare il carbone di legna a Migliarina.
Spezia è cambiata molto, sta cominciando a cambiare sempre di più e sta cambiando in modo, credo, da costituire un esempio, un esempio notevole.
SpeziaNet è un esempio interessante perché abbiamo i servizi che rendono possibile la vita associata: da quelli amministrativi, a questi fiscali, a quelli organizzativi, a quelli sociali. Sono cambiati molto negli anni, stanno cambiando ancora e l’efficienza sta crescendo.
La nostra vita è molto più facile rispetto ai tempi antichi. Un esempio che abbiamo tutti, quasi tutti, è quello di avere rapporti con l’Agenzia delle Entrate. E se uno pensa che cosa erano i moduli con delle scritte strane (non si capiva neanche la prosa ai tempi antichi) e che cos’è adesso il modo in cui facciamo la nostra dichiarazione dei redditi. Abbiamo fatto dei passi avanti notevolissimi: la dichiarazione dei redditi ci richiede meno tempo e può essere fatta in modo molto più equo, molto più semplice.
Sappiamo bene che di goffaggini ce ne sono state parecchie. Qui quando parliamo di informatica e parliamo di digital divide, o di inclusione, non va mai dimenticato il fatto (e fa molto piacere sentire che questo problema è stato affrontato dalle 500 persone che ha citato il sindaco) che non è soltanto il pubblico che deve imparare a digitalizzarsi. Sono anche quelli che offrono i servizi che devono farlo in modo comprensibile: Spesso anche aziende private offrono dei siti che sono quasi del tutto incomprensibili.
Non è colpa del pubblico, è colpa di chi genera il messaggio. Sappiamo bene che la teoria della informazione ci insegna che la responsabilità di comunicare in modo intelligibile è di chi genera il messaggio, meno di chi lo riceve.
Da questo punto di vista io credo che SpeziaNet si stia avviando a essere qualche cosa di più. Perché si è parlato di disabili: tutti noi siamo disabili tutte le volte che non abbiamo informazioni adeguate o che queste informazioni non le capiamo. E perciò avere una rete significa anche esercitare un’azione, un’iniziativa culturale. Io credo che la soluzione della maggior parte dei problemi che abbiamo, da quelli politici a quelli economici, siano soluzioni essenzialmente culturali.
Avere a disposizione informazioni ci può portare anche a dare un significato più concreto a questa parola che viene usata così spesso: "sostenibilità". Non c’è nessun dubbio che, affinché i grandi sistemi tecnologici che tengono insieme la nostra società e che danno vita alla nostra società possano funzionare, è essenziale che il pubblico collabori in modo informato.
La domanda di servizio può essere alta, può essere indistinta. L’offerta può essere più o meno disponibile con rapidità. In tutti i casi si tratta anche di utilizzare il time sharing. Se tutti cerchiamo di utilizzare le stesse risorse nello stesso momento ovviamente abbiamo dei colli di bottiglia, abbiamo delle congestioni. Per eliminare le congestioni bisogna innanzitutto capire come funziona il sistema.
E qui vedete purtroppo abbiamo la triste circostanza che i grandi mezzi di comunicazione di massa falliscono, non fanno il loro lavoro. Se voi accendete la televisione la mattina presto che vi dicono? Vi dicono il cambio dell’euro con lo yen, la sterlina e con il dollaro, cosa che ci interessa molto poco. Sono molto pochi quelli di noi che fanno investimenti tutti i giorni. Non ci dicono viceversa che cosa sta succedendo intorno a noi.
Si dice “risparmiate energia, risparmiate acqua” ma ciascuno di noi se gli viene detto così genericamente dice: “ma proprio io devo farlo?” Se gli altri non lo fanno è inutile che io cerchi di collaborare. E poi: con chi? Non so neanche con chi.
E se viceversa tutti i giorni la televisione, invece di darci queste informazioni inutili, ci dicesse quanta energia abbiamo consumato il giorno prima, a che ora l’abbiamo consumata, quando ci sono state domande eccessive di trasporto, come sono state soddisfatte, dove si sono concentrate, potremmo imparare a comportarci in modo migliore.
E qui abbiamo un altro problema grave. Qual è? Ai tempi antichi si parlava di due culture, c'era la cultura umanistica e quella tecnologia e scientifica. Adesso sono molto di più: abbiamo la cultura informatica, abbiamo la cultura biologica, biotecnologica e di tutte queste bisogna capirne qualche cosa. Tanto più che le leggende metropolitane che girano, i messaggi catastrofici del tutto ingiustificati si fanno sempre più frequenti.
Ora è importante, perché una città possa vivere in modo sensato, che questi meccanismi siano capiti e che i livelli culturali vengano innalzati. Purtroppo in questa direzione stiamo andando molto, troppo, lentamente.
Nel nostro Paese, in particolare, sappiamo bene che in tutta la Comunità Europea stiamo agli ultimi posti per quanto riguarda i livelli di innovazione e per quanto riguarda la crescita di innovazione. E dobbiamo dire che l’industria purtroppo non brilla.
Il livello di innovazione, il livello di crescita e di innovazione del nostro Paese è il più basso in tutta l’Europa. E’ una cosa abbastanza triste, dobbiamo farci qualche cosa e farci qualche cosa significa capire di più.
C’è un altro spezzino importante, Renato Maria Ricci, ex Presidente della Società Italiana di Fisica, che sette anni fa ha fondato Galileo 2001, un’associazione soprattutto di fisici e scienziati che cerca di diffondere informazioni corrette e perciò di correggere quelle che in modo troppo facilone, molto spesso, vengono diffuse dai giornali e dalle televisioni.
Stamattina alle sei ho mandato a Renato Maria Ricci la descrizione di “Spezia Net” e gli ho detto “vieni qua, devi arruolarti anche tu, devi darci una mano”. E’ un alleato importante.
Uno dei mestieri che faccio è quello di prevedere l’avvenire in modo razionale, in modo matematico.Dalle premesse che ho sentito oggi e che meglio sentiremo dagli interventi che seguiranno, credo che si possa prevedere che Spezia Net potrà funzionare da "pace setter": dare il passo, costituire un esempio che sarebbe bene fosse seguito da molte altre città nel nostro paese.
Questa innovazione che avviene a Spezia, che considero la mia città, mi sembra molto importante e ci dà una speranza ottima.
Ricordo anche qual è il fine ultimo, non bisogna dimenticarlo mai. Il sindaco l’ha detto: libertà, uguaglianza, fratellanza. Ma libertà, uguaglianza, fratellanza rimangono parole vuote se non sono basate sulla comprensione del mondo contemporaneo che è sempre più complesso.


