Tutto è iniziato così
Il “Progetto di cooperazione decentrata in ambiti socio-economico e socio-educativo presso il centro giovanile Sharek a Jenin, Palestina” nasce dopo una lunga fase di gestazione.
Infatti, fin dal 2002 il Comune della Spezia, in accordo con la Provincia della Spezia ed insieme ad alcune Associazioni particolarmente sensibili a questi problemi, quali le “Donne in nero”, si è impegnato a mantenere alta l’attenzione ed a portare avanti l’iniziativa politica a sostegno della pace in Medio Oriente.
In quegli anni sono stati avviati i contatti con la città palestinese di Jenin e la città israeliana di Haifa, al fine di contribuire all’opera di pacificazione attraverso la promozione di un gemellaggio con le rispettive municipalità.
Si trattava quindi di avviare iniziative concrete di cooperazione decentrata, che favorissero l’incontro, la conoscenza ed un lavoro in comune tra le tre diverse comunità.
La strategia individuata, che ha bisogno di essere continuamente alimentata dalla pazienza e dal coraggio da parte di tutti i protagonisti, richiede una progettazione complessa, che, a causa del conflitto, preveda una prima fase di rapporti bilaterali tra la nostra città e le due città mediorientali, per giungere poi a stabilire rapporti trilaterali, avviando progetti d’interesse comune.
Tra La Spezia ed Haifa sono state promosse diverse iniziative culturali, tra le quali una, in particolare, nata nel gennaio 2008, vede laureandi e studenti di architettura delle due città lavorare insieme, per proporre idee progettuali riguardanti, ad esempio, nella nostra città, la riconversione di alcune aree cittadine, il recupero di edifici inutilizzati, la rivitalizzazione di un borgo nei suoi rapporti con il mare.
Si è dato spazio così ai giovani per potersi esprimere e misurare, in qualità di cittadini, ma anche di futuri professionisti, inserendo la loro voce nel dibattito cittadino sui processi di trasformazione urbana.
Tra La Spezia e Jenin, da alcuni anni, sono in corso iniziative che hanno, anche in questo caso, come protagonisti i giovani.
In particolare, le due Amministrazioni locali hanno concordato di sostenere le attività del Centro giovanile Sharek (in arabo: incontro), che si fa carico di dare risposte ai gravissimi problemi della disoccupazione giovanile a Jenin e della difesa del patrimonio culturale, quale memoria “viva” di un popolo.
Il Progetto si basa su due “perni”, quali soggetti promotori, sia alla Spezia che a Jenin: gli Enti Locali ed il “gruppo di volontari”, che fanno parte del “Comitato Spezzino per la cooperazione internazionale”, istituito nel 2004 con deliberazione del Consiglio Comunale della Spezia.
Due gruppi di lavoro, costituiti da tempo nelle due città, hanno garantito e garantiscono che ci sia, durante tutte le principali fasi di elaborazione ed attuazione del progetto, una partecipazione reciproca effettiva dei soggetti promotori, tramite un dialogo costante via e-mail ed i rari incontri iniziati nel 2005.
La prima fase del Progetto si è conclusa con l’inaugurazione a Jenin, nel maggio del 2007, alla presenza del Sindaco della Spezia, di un edificio di tre piani, che ospita la biblioteca pubblica, il centro tecnologico ed il centro giovanile Sharek.
La seconda fase è stata avviata nel febbraio 2008 con la presentazione alla Regione da parte del Comune della Spezia, quale ente capofila di una rete di Amministrazioni locali della nostra zona, di un “Progetto di cooperazione decentrata negli ambiti socio-educativo e socio-economico presso il centro giovanile Sharek a Jenin”.
Il progetto, della durata di 12 mesi, è stato per motivi connessi al finanziamento, diviso in due stralci funzionali dell’importo di 30.000,00 euro il primo e 25.000,00 euro il secondo, afferenti due esercizi finanziari contigui.
La base concettuale del Progetto è costituita dal testo del documento predisposto dai volontari dell’apposito gruppo di lavoro, d’intesa con l’ Amministrazione Comunale della Spezia.
Tale testo è stato discusso ed approvato dalla delegazione di Jenin e dai rappresentanti della Città della Spezia, durante i lavori della Conferenza europea per la Pace in Medio Oriente (La Spezia, 11-12 aprile 2007).
Attualmente (novembre 2009) è in corso di attuazione il primo stralcio funzionale del Progetto, della durata di 6 mesi. E’ stato costituito il “gruppo di formazione”, composto da tre operatori palestinesi e da due operatori italiani, che costituisce il motore operativo del progetto sul campo.
E’stata prevista una compresenza a Jenin dei cinque operatori nelle seguenti fasi:
a. 1 mese: preparazione dell’intervento (maggio 2009);
b. 2 mesi: avvio del Progetto (settembre-novembre 2009);
c. 15 giorni: valutazione delle attività (febbraio 2010).
I principali obiettivi strategici del Progetto sono i seguenti:
- mettere a punto a Jenin una metodologia di lavoro condivisa, dapprima nell’ambito del“gruppo di formazione”, quindi nell’ambito più vasto degli operatori locali di base, dei giovani tirocinanti e dei piccoli imprenditori palestinesi coinvolti direttamente nelle attività.
- Avviare e sperimentare concretamente alcuni progetti-pilota per l’inserimento professionale dei giovani sia in microaziende delle diverse aree produttive, sia presso “botteghe” o laboratori dell’area socio-culturale, sia presso il Centro Sharek.
Nella primavera del 2010 sarà avviato il secondo stralcio funzionale (6 mesi) del Progetto che dovrà prevedere:
a. la continuazione di altri progetti-pilota;
b. l’individuazione di alcuni progetti tra soggetti “omologhi” appartenenti alle due comunità
di Jenin e della Spezia.
Nel 2011, infine, sarà avviato il “Progetto di cooperazione decentrata per lo sviluppo socio-economico di Jenin: il viaggio come occasione di scambio e di promozione della realtà economico-culturale dell’area” (costo: 30.000.00 euro, già finanziato dalla Regione).
Si tratta di un progetto pilota finalizzato a sostenere lo sviluppo di un’autonoma capacità del tessuto socio-economico di Jenin di realizzare percorsi turistico-culturali come occasione di incontro tra cittadini delle diverse sponde del Mediterraneo, con l’intento di far scoprire una ricca tradizione culturale ed una vivace realtà artigianale, tentando di realizzare, al contempo, collaborazioni ed intese professionali.


